ENRICO COCCHIA
ROMANZO E REALTÀ
NELLA VITA E NELL'ATTIVITÀ LETTERARIA
DI
LUCIO APULEIO
STUDIO BIBLIOGRAFICO ADELMO POLLA
AVEZZANO
1915
AL NOME NON PERITURO
DEL MIO INFELICISSIMO FIGLIUOLO
ENRICO
CHE FU PRIMA ISPIRATORE
E POI COLLABORATORE EFFICACISSIMO
DI QUESTA OPERA DELLA MATURITÀ
LA QUALE PORTA ASSAI PIÙ CHE IO NON DICA
I SEGNI E IL SUGGELLO
DEL SUO SPIRITO LUMINOSO
TRAMONTATO AHIMÈ PRECOCEMENTE
COME UNA METEORA
DAL CIELO DELLA CULTURA
NEL TERMINE NON RAGGIUNTO
DEL SUO XXIV ANNO DI ETÀ
VI MARZO MCMXV.
PROSPETTO GENERALE
DELLA TRATTAZIONE
Capo I.--Importanza delle Metamorfosi di Apuleio nelle vicende storiche del romanzo latino e nella creazione della prosa narrativa | 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17. |
Capo II.--L'attività letteraria e scientifica di Apuleio come conferenziere e come filosofo | 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36. |
Capo III.--Il conferenziere filosofo accusato di avida speculazione per il suo matrimonio con la ricca vedova Pudentilla | 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57. |
Capo IV.--La difesa di Apuleio contro l' imputazione di magia | 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111. |
Capo V.--La pretesa fonte delle Metamorfosi di Apuleio e il cosiddetto Lucio di Patrae | 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161. |
Capo VI.--L' epoca più probabile della composizione delle Metamorfosi e i cenni autobiografici che l' autore vi ha innestati | 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 . |
Capo VII.--L' industria artistica del narratore e l' uso felice della parodia e della satira nelle Metamorfosi | 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334. |
Capo VIII.--Il simbolismo allegorico delle Metamorfosi | 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370. |
Capo IX.--Il misticismo di Apuleio e l' intento morale e religioso del suo romanzo | 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396. |
PROEMIO
La preparazione del volume, ce oggi vede la luce, fu da me iniziata come complemento ai miei studii petroniani, appena questi furono condotti a termine. Ma sebbene fosse avviata con molta alacrità e già quasi si disegnassero innanzi alla mia mente le conclusioni, in cui dopo attento e
rinnovato esame ho credulo alfine di potermi con tutta sicurezza soffermare, non seppi mai decidermi a sottrarre il ricco materiale di nuove e forse non ispregevoli osservazioni, da me raccolte, da quelle tenebre sotto cui soggiacciono -- certo senza danno--anche altri compagni e frutti del mio lavoro. Non so se il lungo oblio abbia giovato all'opera mia, e se anche le indagini erudite guadagnino, al pari delle ispirazioni più pure dell'arte, a secondare il modesto precetto della poetica oraziana. Certo è che non hanno perduto nulla della loro novità, anche nel fervore recente di studii che si è acceso, con insolita costanza, in Italia e all'estero, intorno alle multiformi manifestazioni dell'attività letteraria e cientifica di Apuleio.
Non allo scopo di accrescer pregio al lavoro, ma solo al fine d'invitare qualche spirito ozioso alla critica, più che alla meditazione e alla lettura, m'induco a riassumere preliminarmente e brevemente le conclusioni, alle quali il lungo e paziente studio mi ha permesso di pervenire non già a conferma di una tesi prestabilita, ma per legittima deduzione dalle numerose prove di fatto, passate sin qui inavvertite e interpretate da me, senza far violenza al valore e al significato delle parole.
La prima e più notevole di queste deduzioni è quella relativa a Lucio di Patrae, le cui Metamorfosi lette ancora dal Patriarca di Costantinopoli Fozio, nel IX secolo, non sarebbero altra cosa che la prima forma dell' opera di LUCIO APULEIO di Madaura, figlio di Lucio di Patrae e pronipote di Plutarco, prova redatta in greco, secondo che consueto a questo spirito originalissimo. Si elimina così agevolmente e senza sforzo il tema di lunghe e laboriose controversie intorno ad uno dei problemi più interessanti, che hanno affaticato sin qui senza frutto l' indagine delle fonti.
A questa prima conclusione ne segue subito un' altra di pari importanza e valore, se essa coglie--come a me pare indubitabile--nel giusto segno. Questa seconda intuizione riguarda l'allegoria delle Metamorfosi, tema divenuto oramai di scarsa attrattiva, quantunque prestasse altra volta
larga materia ad antiche e passionate discussioni. Ad essa preludono due indagini secondarie, che non sono premesse obbligatorie di una tesi preconcetta, ma derivazioni immediate da elementi di fatto incontrovertibili, che hanno poi formata la base naturale di ogni ulteriore deduzione.
Il primo punto, che io vorrei ritenere saldamente acquisito alla storia letteraria, è questo che la forma delle Metamorfosi rappresenta un sensibile progresso di fronte allo stile oratorio
dell' Apologia, e crea il vero tipo della prosa narrativa per il romanzo latino. Il secondo punto, del
pari notevole, si riannoda direttamente ad una tradizione di S. Agostino, per concludere da un accurato esame dei motivi dell' Apologia, che Apuleio non fu punto assoluto dell' accusa di 'magia', come per solita si presume, ma semplicemente prosciolto colla formola del non liquet, cioè 'di non provata reità'.
Dalle due premesse scaturisce legittima la conclusione, che le Metamorfosi debbono considerarsi come un romanzo personale, inteso a vendicare presso la posterità la buona riputazione del Filosofo platonico Madaurense,compromessa dalla sentenza di Sabratha. L'allegoria,
abilmente dissimulato nella perfezione della tecnica artistica, traluce evidentissima dalle numerose allusioni, sin qui inavvertite, che l' autore ha avuto agio a passo a passo d' innestarvi. Ma la felice
elaborazione ha contribuito anche a trasformare l'intento personale del libro nella concezione più elevata di un vero e proprio 'romanzo sociale', al modo stesso che aveva già praticato Petronio Arbitre col tipo luminoso da lui disegnato nello sfondo del Satyricon.
La parodia del mondo eroico si alterna nelle Metamorfosi colla satira arguta della società romana, anche sotto il governo dell' Imperatore filosofo. E ci lascia intendere, per segni non
dubbii, che l'autore prese di mira la persona stessa di Marco AureIio , alla cui autorevole intercessione non bastò neppure l'amicizia forse antica per il filosofo, per indurlo a dipartirsi dalla tacita acquiescenza alla 'cosa giudicata '.
Il viaggio d' espiazione, che Apuleio compie nel suo romanzo, per purgarsi dai falli terreni, assume per tal mezzo l' intonazione mistica di una visione dei mali onde è afflitta l' umanità, e prepara colla redenzione del protagonista la palingenesi del genere umano, contrapponendo alla predicazione del vangelo di Cristo la fede nei misteri. Attraverso di questa trasformazione interiore la opera di Apuleio assume un' importanza eccezionale sullo sfondo delle lotte religiose, che agitarono la vita dell' lmpero nella seconda metà del secondo secolo dopo Cristo.
Io non credo d' esser rimasto vittima di una allucinazione, interpretando in questa forma la complessa attività letteraria e filosofica di ApuIeio. Se avessi colto nel giusto segno, l' opera
mia riuscirebbe una rivendicazione, non inefficace, della originalità del talento artistico dei Romani, rimasta sin qui annebbiata sotto il pregiudizio dell' imitazione ellenica, che fa troppo spesso velo alla intelligente e consapevole ammirazione degli scrittori latini.
Napoli, VI marzo 1915.
Romanzo e realtà
nella vita e nella'attività letteraria di
Lucio Apuleio
Enrico Cocchia
Studio Bibliografico Adelmo Polla
Avezzano
1915
Rutgers University Libraries
PA6217.C63 1984
Omnipædia Polyglotta
Francisco López Rodríguez
[email protected]
[email protected]